IA in azienda: l’esperienza concreta di CHORA
- Alessandro Fiorente

- 13 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Dopo aver analizzato, nell'articolo precedente, perché l’intelligenza artificiale in azienda spesso non produce i risultati attesi, è utile spostare lo sguardo su cosa succede quando si passa dalla teoria alla pratica.
In CHORA la IA non è stata introdotta come una soluzione miracolosa, né come un esercizio di innovazione fine a sé stesso. È entrata gradualmente nei processi, seguendo un percorso fatto di studio, sperimentazione e verifiche sul campo.
L’obiettivo non è mai stato “fare IA”, ma capire se e dove potesse realmente supportare il lavoro tecnico, senza snaturare ruoli e senza perdere qualità.
IA in azienda: dalla comprensione alla sperimentazione
Il primo passo concreto è stato fermarsi a capire.
Circa due anni fa, in CHORA abbiamo intrapreso un corso preliminare sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di costruire una base comune di conoscenza. Non si trattava di imparare a usare strumenti specifici, ma di comprendere cosa la IA può fare, come lo fa e, soprattutto, quali sono i suoi limiti.
Questa fase è stata fondamentale per evitare aspettative irrealistiche. Senza una comprensione condivisa, la IA rischia di essere percepita come una scatola nera o come un automatismo da applicare indiscriminatamente. Solo dopo aver chiarito questo punto è stato possibile iniziare a sperimentare nuovi approcci, adattandoli alle dinamiche reali dello studio.
Processi tecnici e integrazione graduale della IA
Una delle lezioni più importanti apprese riguarda i processi. In uno studio tecnico, i flussi di lavoro non sono quasi mai lineari o facilmente modificabili. Sono il risultato di anni di esperienza, aggiustamenti progressivi e compromessi operativi. Per questo motivo, non tutti i processi sono immediatamente compatibili con l’utilizzo della IA.
In CHORA abbiamo scelto di non forzare l’integrazione dell’intelligenza artificiale dove non avrebbe portato benefici reali. La IA è stata introdotta solo in alcune fasi specifiche, dove poteva supportare il lavoro senza creare attriti o complessità aggiuntive. Questo approccio graduale ha permesso di evitare sperimentazioni isolate e di mantenere il controllo sui processi.
Il progettista resta centrale, cambia il modo di lavorare
L’esperienza concreta ha rafforzato una convinzione chiave: la figura del progettista non è sostituibile. La IA, piuttosto, può aiutare a riorientare il tempo e le energie verso attività che spesso, per vincoli di consegna o carichi di lavoro, rischiano di essere sacrificate.
Un esempio è il controllo dei dati e delle documentazioni di progetto. L’integrazione di verifiche incrociate uomo–macchina consente di individuare incongruenze o criticità che potrebbero sfuggire all’occhio umano, anche a causa di bias cognitivi o dell’abitudine a determinate soluzioni. Individuare questi problemi in anticipo significa evitare ritardi e costi aggiuntivi nelle fasi successive.
Un altro ambito rilevante è lo stress test delle idee progettuali. La IA può supportare l’analisi di soluzioni tecniche umane, evidenziando potenziali problematiche che non sempre emergono nelle prime fasi di progettazione. Non decide al posto del progettista, ma amplia il campo di osservazione.
Un percorso aperto, non un risultato definitivo
L’integrazione della IA in azienda, e in particolare in uno studio tecnico come CHORA, non è un processo concluso. È un percorso in continua evoluzione, sia per la rapidità con cui la tecnologia cresce, sia per la volontà di continuare a sperimentare nuovi utilizzi che migliorino performance, qualità e gestione del tempo.
Abbiamo imparato che la IA può dare risultati concreti anche in contesti complessi, ma non nell’immediato. I processi non sono sempre snelli e cambiare approccio richiede tempo, confronto e una revisione del modo di lavorare. Proprio per questo continuiamo a considerare l’intelligenza artificiale come uno strumento da integrare con criterio, mantenendo il controllo umano e puntando a un miglioramento reale, non ad un’innovazione di facciata.






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